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Di Admin (del 19/05/2012 @ 19:22:30, in Ayurveda, linkato 3489 volte)

AGNI

In Ayurveda si dà molta importanza al buon funzionamento della digestione perché è un fattore basilare per il mantenimento della buona salute, ed è proprio questo il punto primo che il medico ayurvedico prende in considerazione prima di cominciare qualsiasi tipo di "terapia".

Un organismo per ben funzionare deve avere le funzioni fisiologiche in equilibrio, le comunicazioni fra i tessuti ed i vari distretti del corpo efficienti, e l’eliminazione dei materiali di scarto deve avvenire perfettamente per ottenere così equilibrio, scorrimento e pulizia all'interno del corpo.


Ogni alimento che mangiamo, per quanto buono e sano, rimane qualcosa di estraneo se non è adeguatamente digerito. La natura minerale, vegetale e animale del cibo deve essere trasformata nella nostra specifica natura, nel nostro corpo individuale, nei nostri fluidi e tessuti. Solo attraverso la “morte” e l’annientamento di queste nature estranee, il cibo diventa pienamente “noi”. Se questo non accade, il rischio è che l’innata intelligenza unificante di tutte le nostre cellule possa essere disorientata  e messa in pericolo: l’alimento non adeguatamente digerito entra nel nostro corpo mantenendo la sua natura estranea, minerale, vegetale e animale, e crea scompiglio. Il continuo flusso di materiale non adeguatamente processato alimenta dapprima sintomi generali di malessere, ma poi nel tempo può causare vere e proprie patologie.

 

Si definisce AGNI il FUOCO DIGESTIVO, responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti (ahara rasa) e materiali di rifiuto (mala): corrisponde a tutte le attività metabolico-enzimatiche.

Dal suo buon funzionamento dipende l'equilibrio dei dosha (costituenti corporei), dei dhatu (tessuti), dei mala (escreti) e dei cinque elementi presenti nel corpo.

Secondo l'Ayurveda esistono tredici tipi di agni di cui il più importante è JATHARAGNI che

si trova nello stomaco e digerisce il cibo: è definito anche il fuoco dello stomaco.

Nella catena dei vari processi metabolici è il primo ad entrare in azione ed è considerato la base degli altri fuochi digestivi responsabili delle varie attività, anche ai livelli più sottili delle cellule e dei tessuti.

Agni ha le seguenti caratteristiche: leggero, penetrante, sottile, caldo e non liquido.

Esso non digerisce soltanto la materia, ma anche la non materia, ossia le immagini, i suoni, le sensazioni, le parole, ecc...anch'esse possono venire "digerite" o meno in base al buono o cattivo funzionamento del nostro agni mentale.

I quattro stati di Agni

Tutte le funzioni corporee sono influenzate dai dosha, quindi anche le funzioni digestive subiscono questa influenza.

Esistono quattro stati in cui agni si può trovare, tre di questi sono dovuti allo squilibrio dei dosha, mentre il quarto è lo stato di equilibrio.

 

VISAMAGNI è uno stato di instabilità dovuto all'influenza di vata in cui la digestione risulta variabile.

Sintomi: stitichezza, gonfiore addominale, dissenteria, dolori dovuti a coliche intestinali.

 

TIKSHAGNI è uno stato in cui agni diventa troppo veloce o troppo forte dovuto all'influenza di pitta. Jatharagni diventa iperattivo e può digerire grandi quantità di cibo in breve tempo, così la persona si sente sempre affamata.

Sintomi: bocca secca, sensazioni di bruciore e molta sete.

 

MANDAGNI è lo stato in cui agni diventa molto lento e la persona non è in grado di digerire nemmeno una piccola quantità di cibo. Questo è dovuto all'influenza di kapha.

Sintomi: nausea, vomito, pesantezza di stomaco, pigrizia, tosse, patina sulla lingua

e salivazione eccessiva.

 

SAMAGNI è lo stato in cui la funzione di agni è normale e salutare, ciò indica uno stato di equilibrio dei dosha nel corpo. La persona può digerire facilmente una dieta normale e da essa trae nutrimento e forza. In questo modo si mantiene una condizione generale di buona salute.

 

In sintesi:

 

DOSHA (costituenti corporei)-AGNI (fuoco digestivo)-DHATU (tessuti) SONO STRETTAMENTE COLLEGATI: L'EQUILIBRIO DELL'UNO PORTA L'EQULIBRIO NEGLI ALTRI; COSI' VALE PER LO SQUILIBRIO.

Per mantenere la loro salute è necessario conservare l'equilibrio attraverso una dieta adeguata, esercizio fisico sufficiente e un programma regolare di depurazione del corpo.

 

  

AMA

La principale conseguenza del cattivo funzionamento dei processi digestivi appena descritti  (in sostanza di agni) è la formazione di quel che in Ayurveda viene chiamato ama che letteralmente significa "non digerito". In pratica è un accumulo di tossine che sotto forma di materia scura, appiccicosa e maleodorante, si deposita prima nel tratto gastrointestinale e poi viene assorbita insieme alle sostanze nutrienti penetrando in profondità nei tessuti e depositandosi laddove il corpo è più debole.

 

Ama può essere creato in due modi:

·         A causa del fuoco digestivo debole:

Se il fuoco digestivo (jatharagni ) è debole, una parte del cibo non viene digerita, rimane

nel corpo, diventa tossica e va a disturbare ulteriormente la funzione di jatharagni.

·         Mangiando in maniera impropria:

Per digerire bene il cibo bisogna mangiare secondo la forza del fuoco digestivo e secondo certe regole basilari. Anche se il fuoco digestivo è forte e malgrado le nostre migliori intenzioni, spesso ci si trova a mangiare troppo, a mangiare cibi di cattiva qualità e troppo pesanti, a mangiare troppo tardi, a fare un pasto prima che quello precedente sia digerito, oppure a mangiare di fretta. Il risultato sarà la formazione di ama.

Alcuni sintomi causati dalla presenza di ama nel corpo sono: pigrizia, sonnolenza, febbre leggera, dolori in varie parti del corpo, pesantezza di stomaco dopo i pasti, costipazione, gas intestinali, patina sulla lingua e comparsa di muco nelle feci, alito cattivo, perdite vaginali, dermatiti gementi, ristagno nel flusso di energia, rigidità del corpo, perdita del gusto, inappetenza, debolezza sessuale.

La presenza di questi sintomi rivela che il fuoco digestivo è debole o il modo di alimentarsi è sbagliato.

AMA facilita la proliferazione dei microbi e dei parassiti.  Molte volte crediamo di aver preso quella o quell’altra infezione dall’esterno, ma non è così. I microbi sono già nel nostro corpo, ama li nutre e crea le condizioni per la loro proliferazione. Nei bambini questo è molto evidente. Abusi alimentari e catarro precedono spesso e volentieri le infezioni vere e proprie. I trattamenti antibiotici abbattono la carica microbica e danno momentaneo sollievo, ma, non agendo minimamente sulla presenza e la produzione di ama, non riescono a prevenire le successive ricadute. Anzi, sulle lunghe non fanno che aumentare e creare altro ama.  

 

Così come per agni, anche la produzione di ama la possiamo ritrovare a livello mentale: il malfunzionamento di agni infatti a livello neurosensoriale (diegrisce male le impressioni che riceviamo dal mondo esterno) crea un AMA MENTALE che si manifesta con confusione nella testa e sensazione di non chiarezza. Quando non abbiamo “digerito” un’offesa, una delusione, un insuccesso, una perdita o un abbandono, o ancora quando mangiamo mentre siamo ansiosi, arrabbiati o agitati, allora è possibile che si produca un ama mentale che non solo può farci cadere nella depressione, nell’ansia, nel disinteresse o in altre simili turbe dell’umore, ma addirittura può farci ammalare nel nostro fisico.

Il malfunzionamento di agni e la conseguente produzione di AMA non solo sono alla base delle cosiddette “intolleranze”, ma alle lunga possono anche concorrere a causare il cancro, forma estrema di perdita dell’intelligenza unificante che tiene insieme tutte le cellule del corpo in un unico ed individuale (indivisibile) organismo.

Inoltre la rimozione di ama è spesso necessaria affinché le cure vere e proprie siano più efficaci. Non infrequenti sono i fallimenti di terapie a base di erbe o di farmaci omeopatici dovuti ad una mancata preliminare purificazione dell’organismo. 

 

 

·         Per  far sì che ama non cada in squilibrio è necessario scegliere una dieta adatta alle proprie capacità digestive. Bisogna perciò stare attenti ai cibi che hanno una qualità pesante e sono difficili da digerire (cibi kapha).

Non sono da eliminare, ma solo da ridurre in modo da non indebolire o sovraccaricare il fuoco digestivo.

Ovviamente introdurre nella dieta frutta e verdura e un pò di digiuno se si riesce aiuta a manetnere integra la forza di agni.

Se risulta difficile capire tutto ciò da soli, è bene rivolgersi a un buon terapista che possa dare i consigli adeguati.

 

·         Un altro modo per ridurre la presenza di ama nel corpo è l'abitudine di bere regolarmente acqua calda.

Si fa bollire per 15 minuti circa un litro d'acqua, lo si mette in un thermos e lo si beve in piccole quantità durante la giornata.

Facendo bollire l'acqua per almeno 15 minuti, oltre a far precipitare una parte dei sali minerali sciolti nell'acqua, si ha l'effetto di allentare le forze di attrazione delle molecole.

In questo modo l'acqua diventa più fluida e penetra più facilmente nei tessuti.

A lungo andare, l'acqua al suo passaggio non solo pulisce il tratto gastrointestinale, ma penetra nei tessuti sciogliendo l'ama che si è depositato più in profondità.

Oltre a consigliare una dieta per mantenere jatharagni in equilibrio, l'Ayurveda consiglia regimi e stili di vita adatti alla persona e alle stagioni: routine giornaliera, routine stagionale, regolari terapie di purificazione (Panchakarma), massaggi con olio, esercizio fisico sufficiente.

Tutto questo concorre a mettere l'individuo in armonia con i ritmi e i cicli naturali e mantenere il fuoco digestivo forte ed equilibrato.

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