Immagine
 Header... di Admin
 
"
Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 22/01/2012 @ 19:13:06, in QiGong, linkato 2579 volte)


Yangsheng, “l’arte di nutrire il principio vitale” (un’espressione utilizzata da Zhuang Zi), consiste nel seguire un modo di vita regolato da principi di igiene fisico – mentale, che non è proprio del Taoismo e che appartiene alle vecchie tradizioni cinesi; ma il Taoismo l’ha adottato, sviluppato e caratterizzato a modo suo,facendo intervenire il concetto di “Soffio primordiale” (Yuanqi), associandolo a esigenze e a divinità taoiste, come pure a pratiche più specificamente religiose, conferendogli una dimensione cosmica e aggiungendovi il concetto di purificazione e di sublimazione. Le regole di quest’arte, anche quando sembrano superate da nuove tendenze, sono alla base di tutte le pratiche taoiste durante i vari periodi storici – esorcismi, terapie, liturgia, “alchimia interiore” – e hanno continuato a essere oggetto di trattazioni diverse nelle varie epoche.

Quest’arte è tradizionalmente paragonata a quella dell’amministrazione di uno stato: essa consiste nel regolare, e perciò nel curare (i due significati del termine zhi, utilizzato nel senso di “governare”), le forze vitali, cioè principalmente il soffio (qi) e l’essenza seminale (jing). A due principi fondamentali si ispira il corretto utilizzo di queste forze: preservarle evitando di adoperarle oltre misura e inconsideratamente, farle circolare in modo equilibrato, al fine di renderle armoniosamente attive; ogni malessere, ogni difficoltà proviene da una mancanza, da un eccesso o da un blocco, questa è una delle regole essenziali della medicina così come della cosmologia cinese. Lo testimonia la storia del Grande Yu, uno dei santi patroni del Taoismo, il quale seppe “guarire” (zhi) la Cina dalle “Grandi Acque”, non costruendo sbarramenti, come suo padre che fallì nell’impresa, ma aprendo alle acque vie naturali, nel senso delle linee di forza della geografia terrestre. Da ciò deriva che bisogna conoscere la carta del mondo e quella del corpo per sapervi guidare e farvi circolare le forze vitali.


La venerabile arte del nutrimento della vita
Qi gong significa “lavoro sull’energia vitale” e consiste in una serie di esercizi e di tecniche il cui fine è quello di operare un’azione di equilibrio dell’organismo.
Il Qi gong permette di ottenere risultati meravigliosi a chi lo pratica con costanza e serietà. Sono documentati molteplici casi di guarigione da numerose malattie. Tante persone che non riuscivano quasi più a camminare, a causa della loro debole condizione, ora conducono una vita molto attiva e soddisfacente.
Questo è possibile perché secondo il modello cinese, il nostro organismo è governato da fiumi energetici, denominati meridiani o canali, attraverso i quali il Qi (l’energia vitale) scorre con un ritmo particolare.
Lo stress, le malattie e la cattiva alimentazione possono determinare degli ingorghi all’interno di questo sistema ed alterarne la funzione che sfocia lentamente in patologia organica.
Nella antica arte del Qi gong si fondono e si coordinano tecniche di respirazione, visualizzazione, movimento ed l’emissione di particolari suoni in grado di armonizzare il funzionamento dei meridiani e la salute dei relativi organi connessi.
Uno stato avanzato permette di ottenere, attraverso un lavoro profondo, una miglioramento concreto del proprio stato di salute psicofisica ed una consapevolezza intima di se stessi non facilmente raggiungibile.

Cenni storici
È difficile stabilire con certezza quali siano le origini del Qi gong, poichè la sua nascita si perde nella notte dei tempi. di sicuro può vantare una storia millenaria, in cui nella realtà e nella leggenda uomini straordinari della Cina antica hanno contribuito alla sua creazione. Nel corso dei secoli si sono sviluppate molte scuole di Qi gong in Cina, con fini differenti.
Di seguito elenchiamo le maggiori:

Scuola confuciana, che spinge al perfezionamento del carattere e del comportamento, attraverso lo sviluppo delle virtù.

Scuola taoista, che tende a ricreare il rapporto (perduto) tra il microcosmo (Uomo) e il macrocosmo (Natura) poichè entrambi regolati dalle stesse leggi, quelle del Tao.

Scuola buddista, che attraverso la consapevolezza dell’inganno dell’io, si allontana dall’illusione per ricercare l’illuminazione.

All’interno di queste scuole di saggezza, si sono venute a creare alcune differenze a causa dell’ambiente e del tempo nel quale si sviluppavano. Ad esempio si possono distinguere diversi settori del Qi gong:

Dao Yin utilizza prevalentemente i movimenti corporei, per dirigere il flusso del Qi (energia) in specifiche zone dell’organismo al fine di sciogliere blocchi ed affinare la percezione del Qi.

Tu Na pone l’accento sulle tecniche respiratorie e i suoni.

Nei Dan mette in risalto le capacità mentali per sviluppare l’alchimia interna.

Chan Ding ricerca il vuoto mentale attraverso la pratica statica della meditazione Chan. Infine possiamo dividere ulteriormente il Qi gong in tre correnti principali:

Il Qi gong medico, il più antico, si è sviluppato per curare e soprattutto, prevenire le malattie.

Il Qi gong religioso, praticato nei monasteri, concentra le sue pratiche verso un’evoluzione dello spirito (illuminazione).

Il Qi gong marziale, si è diffuso nelle scuole e nei monasteri dove era praticato il Kung Fu, alfine di ottenere un potenziamento elle attività atletiche e della forza vitale. Un esempio: all’interno del monastero Shaolin, nella regione dell’Honnan, insieme ai vari stili marziali i monaci praticavano il Qi gong per molteplici scopi. Alcune tecniche praticate nel monastero erano le seguenti:

Yi Jin Xi Sui Jing (cantonese = Yi Gan Gin): Il classico dei tendini e dei midolli.

Pa Tuan Chin (canton. = Pa Tin Kam): Gli otto pezzi di tesoro.

Wu Qinxi (cant. = Mm Kam Mei): Il gioco dei cinque animali.

Shi Pa Lohan Qi gong (cant. = Sap Pa Lohan Qi gong): Il qi gong dei 18 Buddha.

È proprio nel monastero Shaolin, che il grande maestro Wong Long studiò il Kung Fu ed anche il Qi gong. Esso ritenne basilare per lo sviluppo equilibrato dell’allievo che pratica le arti marziali apprendere almeno i rudimenti di questa venerabile arte e ne mantenne la pratica nel programma di studio dello stile “Tang Lang”.

Questi esercizi, dopo circa mille anni sono arrivati fino a noi, grazie ai Maestri che succedettero a Wong Long. Di seguito riportiamo alcune note di grandi maestri che praticarono il Qi gong:

Hua Tuo, questo maestro è una figura cardine della medicina cinese. Si pensi che in passato i pazienti che guarivano da una malattia, regalavano al medico una tavoletta, che riportava la scritta “un secondo Hua Tuo”. Egli visse oltre cento anni tra il secondo e il terzo secolo: le cronache dell’epoca riportano addirittura che a cent’anni veniva definito l’immortale, per il suo aspetto ancora giovanile e la sua prestanza fisica. Hua Tuo è stato uno dei precursori del Qi gong. Egli ideò la sequenza famosa dei cinque animali: movimenti calibrati che imitano l’andamento e la postura della tigre, dell’orso, della scimmia, della gru e del serpente.

L’efficacia di questi esercizi è tale, che vengono ancora praticate nelle strutture sanitarie cinesi e da allievi e maestri in tutto il mondo.

Sun Simiao: nato nella provincia dello shaanxi, si rivelò subito un genio precoce: a sette era capace di riconoscere migliaia di caratteri. Dal fisico piuttosto gracile, soffrì fin da piccolo di molte malattie. I genitori per scarse possibilità economiche per le spese mediche sostenute, spinsero Sun Simiao ad intraprendere gli studi di medicina a 18 anni. Apprese quest’arte alla perfezione. Curò se stesso così bene da vivere una vita lunga e fruttuosa e diventò presto famoso in tutto l’impero. Sottolineò l’importanza del movimento fisico, specie per gli anziani:

“…il corpo umano richiede un continuo esercizio fisico, non bisogna però strafare. Un regolare esercizio aiuta, la digestione, stimola la circolazione e aiuta il corpo a resistere alle malattie. È così che i cardini di una porta non vengono mai erosi dalla ruggine e l’acqua corrente non diventa mai putrida… Se non ti senti in forma alzati e fai il gioco dei cinque animali…”

Li Shizhen: definire Li Shizhen medico sarebbe troppo riduttivo. Egli è stato una delle più grandi menti che il mondo abbia mai conosciuto, un vero e proprio innovatore. Il suo sapere era enciclopedico e i suoi trattati all’avanguardia; ciò nonostante nei confronti dei suoi pazienti si comportò in modo sempre attento, umile e rispettoso, a prescindere dal loro ceto e dalle loro condizioni fisiche.

Yang Lu Chan: all’età di 15 anni mendicava perchè non aveva da mangiare. Giunse a casa del maestro Chen Wang Ting in cerca di lavoro. Fu per pietà accolto in casa e gli fu concesso di lavorare come inserviente. Mentre il maestro insegnava esclusivamente ai suoi figli e ai suoi nipoti il “Tai Ji Quan”, lui spiava di nascosto le lezioni. Per non essere scoperto, praticava di notte l’arte segreta del “Tai Ji Quan”. Per ben nove anni si esercitò di nascosto, un giorno fu scoperto e questo fece adirare molto il maestro Chen. Il maestro si sentì tradito, derubato delle sue tecniche così inviò alcuni discepoli per punirlo. Ma Yang riuscì a sconfiggerli tutti. Chen rimase colpito di come un ragazzo che aveva studiato di nascosto, da solo, era giunto ad un livello superiore dei suoi allievi. Allora decise di prendere Yang sotto la sua ala, insegnandogli le arti segrete del “Tai Ji Quan”.

Successivamente, seguendo le indicazioni del suo maestro Yang si misurò con molti avverasari in tutta la Cina e non fu mai sconfitto. Appena qualcuno provava a toccarlo, veniva respinto via come se volasse.

Wang Xian Zhai: il popolo lo chiamava l’immortale vivente. Questo maestro era riuscito ad arrivare ad un livello tale di Qi gong da non sembrare umano. Ad esempio, se si trovava in una stanza poteva dire esattamente cosa stava pensando ciascuna persona presente.

Fang Yu Tong: ne era un profondo conoscitore e scrisse anche un libro sul Qi gong. La sua energia vitale gli permetteva di uccidere un toro a mano nuda.

Low Kwan Yu: era anch’esso un esperto di Qi gong; era soprannominato “stomaco d’acciaio” per la capacità che aveva di proteggere l’addome con il suo Qi da qualsiasi colpo.

YIN-YANG

Il Qi gong, così come tutto il pensiero cinese, si basa fondamentalmente su due concetti: lo Yin e lo Yang. Anticamente il carattere Yin rappresentava il lato in ombra di una collina, mentre lo Yang rappresentava il lato al sole della stessa collina.
Questa è l’esatta etimologia antica. I cinesi non volevano restringere in un solo campo tutte le possibilità semantiche di questi due termini. Yin potrebbe raffigurarsi anche nella terra, intesa come materiale, cedevole, qualcosa che stà in basso.
Lo Yang è paragonabile al cielo; il cielo è alto e dà un “regolamento” al susseguirsi delle cose (per es.: l’alternarsi delle stagioni). Lo Yang dà una regola e lo Yin si adegua. Tanto più questi ruoli sono rispettati, tanto più esiste un’armonia totale.
Il Qi gong ha lo scopo di regolare ed armonizzare lo Yin e lo Yang.
Nel corpo lo Yin è la parte di “terra”, la parte più propriamente materiale, mentre lo Yang è la psiche. Se tra corpo e mente c’è armonia, noi siamo rilassati e stiamo bene.
Il libro cinese “I JING” è il testo sacro che racchiude questi principi.
I TRE TESORI

La tripartizione è ricorrente nel taoismo: si pensi a cielo, uomo e terra, o ancora a corpo, respirazione e spirito. Nell’uomo vi sono inoltre tre importanti nuclei di energia che in cinese sono chiamati Dan Tian, ossia “campo di cinabro”.

Il Dan Tian Inferiore si trova sotto l’ombelico, al centro del ventre.

Il Dan Tian Medio si trova nellaq zona del cuore, al centro del petto.

Il Dan Tian Superiore nel cervello, al centro della fronte.

Jing (essenza), Qi (vitalità) e Shen (coscienza), vengono considerati i Tre Tesori della vita.

Lo Jing è formato dall’essenza del sangue, dall’energia di ovaie e sperma, dagli ormoni e dai liquidi organici (sudore, urina, liquidi linfatici e sinoviali).
L’energia originaria è anch’essa una parte del Jing. Lo Jing è un’energia piuttosto grossolana e pigra.
Conservare quest’essenza è uno dei grandi segreti taoisti. Potrebbero derivarne salute, longevità, forse addirittura l’immortalità. Lo Jing, tuttavia, per essere conservato ed immagazzinato all’interno del corpo, deve essere prima raffinato, per poter essere conformato al Qi del proprio corpo. Con tecniche come per esempio la respirazione ovarica. In questa tecnica l’energia delle ovaie, uno dei componenti del Jing, viene liberata ed immessa nella Piccola Circolazione energetica. Scorrendo nella circolazione lo Jing diventa il Qi più raffinato, che carica e rivitalizza tutto il corpo creando le condizioni per avere salute e lunga vita. I taoisti partono dal presupposto che, per produrre ovuli e sperma, il corpo impiega o libera soltanto le essenze e le sostanze migliori. Perciò sconsigliano di sprecare inutilmente e senza starci a pensare questa preziosa energia.
Esistono speciali tecniche sessuali per le donne allo scopo di preservare l’esergia sessuale e sfruttare l’energia dell’ovulo.

Gli uomini, invece, imparano a utilizzare l’energia dello sperma mediante la respirazione testicolare e la consapevole separazione tra eiaculazione ed orgasmo, riuscendo a restituire volontariamente al corpo l’energia dello sperma.
Il Dan Tian inferiore viene chiamato anche “oceano del Qi” o “campo medicinale”. Vi viene raccolta la maggior quantità possibile di energia e di essenza, per poter sviluppare il campo medicinale interiore, la medicina interna.

Nelle pratiche progredite vi viene formata addirittura una “pillola” o “perla”. Lo sviluppo del campo medicinale è il fondamento dell’autoguarigione.
L’esercizio di centratura o lo sviluppo della forza interiore sono esercizi adatti allo scopo. Prima di iniziare a raccogliere ed accumulare Qi e sangue nell’utero, le donne dovrebbero liberarsi da ogni sentimento opprimente, da ogni impressione negativa e da tutti i vecchi traumi. Nell’utero, infatti, si raccolgono molte di queste esperienze dolorose. In particolare le donne con miomi, cisti e problemi simili, non dovrebbero mai cercare di accumulare energia nell’utero prima di essersi curate.

La forza vitale Qi è un’energia più raffinata e uniforme rispetto al Jing. Può essere tradotta anche con energia, aria o respirazione.
Il Qi conferisce al corpo vitalità, elasticità e calore. Nel silenzio e con l’amore, grazie all’energia del cuore, il Qi viene trasformato in Shen, in coscienza, in condizione dell’essere. Lo Shen è coscienza, ovvero forza spirituale. Lo Shen non è una forma di energia, ma una condizione della coscienza.

Per approfondire si consiglia la lettura del testo:




di Vincenzo Adinolfi
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 03/02/2012 @ 23:27:37, in Nada Yoga, linkato 1722 volte)


Una delle caratteristiche che rendono unico l’uomo rispetto agli altri animali è il linguaggio.
In effetti se analizziamo la fisiologia degli organi utilizzati nel linguaggio, si evidenzia che essi non sono funzionali né alla masticazione (per via della riduzione della mascella) ne’  alla respirazione (dato l’angolo retto che si crea tra il cavo orale e la faringe, che aumenta la resistenza al flusso d’aria), né alla deglutizione, né all’olfatto.
La funzione per i quali essi sembrano ottimali è la produzione del linguaggio.
In realtà la conformazione ottimale degli organi del linguaggio si forma a partire dai due anni di età, prima vi è grande difficoltà temporanea per il bambino (e definitiva per il primate) ad emettere le tre vocali  i – a – u   da molti considerato il “triangolo vocalico universale” presente in tutte le lingue umane.

I principali organismi interessati nella produzione del linguaggio sono:
-    Polmoni
-    Laringe
-    Bocca
-    Cavità nasali

Quando l’uomo parla utilizza l’aria espirata e le dà forma attraverso la voce e l’articolazione. Ne risultano delle forme particolari. Non visibili ma udibili, forme aree sonore. Queste forme tendono sempre ad assumere la stessa figura disperdendosi poi nell’aria circostante.

Osserviamo ora i polmoni.


I polmoni sono gli organi preposti allo scambio gassoso nel nostro corpo e a tale scopo si muovono in modo ritmico. Il ritmo è una componente fondamentale nella strutturazione del suono. In realtà ciò che è contenuto nel tronco soprattutto nella parte superiore, sottostà ad un ritmo, non solo nella funzione degli atti respiratori e battiti cardiaci, ma anche nella struttura:
le vertebre poggiano una sull’altra, le costole, anche il sistema bronchiale è strutturato ritmicamente.
Ma in realtà il ritmo è in ogni cosa. Un detto Sanscrito recita: “Il tono è la Madre della natura, ma il ritmo ne è il Padre.”
  
Il ritmo può essere visto come la legge del movimento, il ritmo è l’espressione stessa della vita.
Se riflettiamo l’intero organismo umano lavora ritmicamente, il respiro, il cuore, la fame, la sete….ed il rompersi di questo ritmo è chiamato malattia. Non a caso i medici durante una visita ascoltano innanzitutto il ritmo del polso insieme al movimento del torace, ecc….
Vi è una superstizione tra gli Indiani, quando qualcuno sbadiglia  uno dei presenti deve schioccare le dita o battere le mani, poiché lo sbadiglio è un’interruzione del ritmo e lo schioccare delle dita serve per riportarlo alla sua normale frequenza. Un altro esempio lo troviamo nei giovani che imparano il Corano a memoria, che muovono il capo avanti e dietro, non in segno di riverenza ma per regolare il loro ritmo cardiocircolatorio in modo da rendere la mente recettiva.
Cosi quando parliamo, la corrente espiratoria non fluisce in modo lineare, come nella respirazione abituale, ma in onde aeree che fuoriescono dalla bocca e strutturano il discorso ritmicamente. In particolare quando vengono articolate le consonanti, vengono creati degli ostacoli al flusso aereo che modificano la forma dell’aria.
Alcuni studiosi affermano che gli attuali polmoni sono il risultato della trasformazione di organi che possiamo ancora trovare nei pesci (una sorta di branchie) le vesciche natatorie che tra l’altro sono funzionali anche al movimento all’interno dell’acqua. Nella Genesi è scritto: “Il Signore Iddio soffiò il suo alito vitale nelle narici dell’uomo. E l’uomo diventò un’anima vivente”. Questo passo descrive il momento dello sviluppo dell’uomo in cui questo passa dalla respirazione branchiale a quella polmonare, e come sosteneva Steiner: con la capacità di respirare l’uomo accolse un’anima interiore….di fatto l’aria è un elemento animico e quella che respiriamo può essere vista come l’abito fisico di un’anima superiore.
Con l’inspirazione ascoltiamo il cosmo, facendo fluire nel corpo gli influssi spirituali dell’aria che danno forma al corpo. Noi non riusciamo ad udire questa lingua ma gli organi interni si.
Quando parliamo siamo noi che comunichiamo al cosmo creando delle forme con l’aria espirata.
Continua....

di Angelo Galietta
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 04/02/2012 @ 13:23:38, in Nada Yoga, linkato 1685 volte)


Senza dover scomodare formule magiche pronunciate da maghi o sciamani, è semplice notare come il suono abbia  effetti concreti sul mondo intorno a noi e su noi stessi. Ad esempio ci siamo mai chiesti perché quando siamo colpiti da una improvvisa fitta di dolore l’istinto ci induce ad emettere un gemito? E’ come se quel suono servisse a lenire momentaneamente il dolore.
Ma abbiamo tanti altri esempi:
-    l’ascolto di musica new-age su di noi ha un effetto rilassante, mentre un brano sostenuto come un rock può darci la carica;
-    lo stridere di un gessetto su una lavagna può irritarci;
-    è stato osservato che se delle mucche ascoltano musica classica, queste riescono a produrre più latte;
-    i canti di guerra intonati prima delle battaglie, oggi sostituiti dalle fanfare delle bande militari, servivano per eccitare i guerrieri e tirar fuori il lato più cruento;
-    con gli ultrasuoni, dei suoni con un’altissima frequenza, è possibile cambiare la struttura di solidi (ad esempio frantumare delle pietre), e ci sono già oggi tante applicazioni di ciò nel campo della medicina, della meccanica, ecc.
-    l’ascolto di canti gregoriani mi ha aiutato a sostenere meglio il lavoro di questo lavoro di analisi e sintesi, favorendo la mia concentrazione.

Di fatto in tutti questi casi il nostro corpo o gli oggetti in torno a noi, non entrano in contatto direttamente con nulla di consistente se non il suono, eppure avvengono delle modificazioni sullo stato emotivo e fisico.


Il Suono

Tutto ebbe inizio circa 15 miliardi di anni fa, con una immane esplosione, il Big Bang, talmente violenta e fragorosa da essere ancora oggi riconoscibile nella radiazione cosmica di fondo. Tutto, insomma, ebbe inizio da un suono primordiale.
Generalmente, nel linguaggio comune, quando si parla di suono, s’intende la sensazione psicologica legata all'ascolto. Per descrivere un suono, in effetti, spesso usiamo aggettivi, come ad esempio gradevole oppure fastidioso, che sono legati alla sfera delle nostre emozioni. Ma come possiamo definire in modo più esatto e oggettivo un suono? Per rispondere a questa domanda ci conviene partire dalle origini e quindi, per prima cosa, cercare di capire da dove nasce un suono. Se facciamo un piccolo esperimento e pizzichiamo la corda di una chitarra, ci accorgiamo che, in questo caso, il suono è prodotto e nasce proprio dalla vibrazione della corda.
Per essere più precisi possiamo dire che per vibrazione si intende un movimento oscillatorio di un corpo attorno alla sua posizione di equilibrio come quello mostrato dalla figura precedente. La cosa interessante è che qualsiasi tipo di suono, non solo quello di una corda di chitarra, è prodotto proprio da un fenomeno di questo tipo in cui c'è un corpo, chiamato sorgente del suono, che vibra. Ma come riesce questa vibrazione ad arrivare fino al nostro orecchio per essere percepita? Quello che accade è che, quando un corpo vibra, la sua vibrazione si propaga nell'ambiente circostante sotto forma di un’onda di pressione, ed è proprio quest'onda che è chiamata suono. Per visualizzare questo fenomeno possiamo pensare all'onda che si genera sulla superficie dell'acqua quando agitiamo una mano nel liquido: più la vibrazione della mano è ampia e più sarà alta l'onda che si propaga nell'acqua. Allo stesso modo più è ampia l'oscillazione della corda e più sarà forte il suono che ascolteremo.
Da quello che abbiamo appena detto ne deriva che noi possiamo ascoltare un suono solo se esiste un mezzo attraverso il quale la vibrazione del corpo si può propagare e generalmente questo mezzo di propagazione è proprio l'aria che ci circonda. In realtà, però, il suono si propaga in qualsiasi tipo di mezzo, solido liquido o gassoso anche se con velocità diverse.

La percezione del suono

Per percepire quest'onda sonora l'uomo utilizza l'orecchio, un organo complesso ed estremamente sensibile. Ma non tutte le vibrazioni possono essere percepite dal nostro orecchio e infatti noi non riusciamo a sentire il suono di un fischietto per è perché la sua onda sonora ha una frequenza maggiore dell'intervallo in cui l'orecchio è sensibile. Teoricamente il nostro orecchio è in grado di ascoltare un suono solo se la sua frequenza, cioè il numero di oscillazioni, è compresa tra i 16 e i 20.000 Hertz. Ma in realtà pochissimi individui sono in grado di ascoltare in un intervallo così ampio.



Molto più spesso la massima frequenza che riusciamo ad ascoltare non è maggiore di 16.000 Hz. Ora che abbiamo stabilito l'intervallo di frequenze che possiamo ascoltare, può essere interessante cercare di capire come funziona il nostro orecchio. Per vederlo partiamo dalla porta d’ingresso, una membrana elastica e sensibile che è chiamata timpano. Il suono, o meglio l'onda di pressione che penetra nel condotto, s’infrange contro il timpano che oscilla impercettibilmente - qualche decimo di millimetro - seguendo le variazioni di pressione dell'onda sonora. Il movimento del timpano viene poi amplificato e trasferito tramite tre ossicini, che formano una specie di snodo meccanico, ad un organo chiamato coclea o chiocciola per la sua caratteristica forma a spirale. La chiocciola è l'organo più delicato e complesso del nostro apparato uditivo. Il suo compito è di convertire le vibrazioni meccaniche che giungono dagli ossicini in impulsi elettrici che saranno inviati al cervello utilizzando il nervo uditivo. Per realizzare questa conversione la chiocciola si comporta come un microscopico analizzatore spettrale contenuto nella nostra testa: il suono infatti, prima di essere inviato al cervello viene scomposto in una somma di armoniche ed è questa scomposizione armonica che noi ascoltiamo. Il modo in cui noi percepiamo i suoni quindi, oltre che dai nostri gusti musicali, dipende anche e soprattutto dal modo in cui risponde questo sofisticato sistema di conversione, dalle sue caratteristiche.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 05/02/2012 @ 12:25:30, in Nada Yoga, linkato 1252 volte)

L’universo vive di suoni e in tutti questi suoni sono presenti gli armonici. Gli armonici, conosciuti anche come ipertoni, sono un fenomeno sonoro che si verifica ogni volta che un suono viene emesso. Normalmente, ci sembra di percepire note singole quando sentiamo uno strumento musicale come un violino o un pianoforte che suonano una nota. Invece, quasi tutte le note prodotte da strumenti musicali , dalla nostra voce o da altre sorgenti sonore, non sono realmente “note pure”, ma sovrapposizioni di frequenze di note pure chiamate parziali. La più bassa di tutte è detta fondamentale. Tutte le parziali con frequenza maggiore della fondamentale sono dette ipertoni. In molti casi non riusciamo a distinguere i differenti ipertoni che stanno risuonando e che contribuiscono a ciò che definiamo il timbro di uno strumento.  Differenti strumenti suoneranno tutti gli ipertoni, ma specifici ipertoni sono più evidenti in differenti strumenti. Questi armonici dominanti sono chiamati modellanti e sono la parte dello spettro sonoro dove l’energia è maggiormente concentrata. Gli armonici sono presenti in ogni suono e sono responsabili della caratterizzazione del suono stesso, e costituiscono ad esempio la differenza tra una voce ed un’altra. Essi sono in relazione matematica tra di loro e la conoscenza di queste relazioni era alla base dell’opera architettonica della antiche scuole misteriche, infatti i templi scoperti a Roma, ad Atene e in Egitto erano tutti basati su queste proporzioni.
Da un punto di vista matematico abbiamo visto come il suono può essere rappresentato rispetto al tempo con una sinusoide, che è una funzione periodica (di periodo 2∏),  ma in realtà ha un andamento più complesso in quanto composto da diverse funzioni periodiche (gli ipertoni). Tuttavia nella fisica generalmente ci si limita a studiare solo l’andamento sinusoidale che è il risultato della combinazione di tutte le funzione periodiche che lo compongono, attraverso il Teorema di Fourier:
Qualsiasi funzione periodica di frequenza υ può essere decomposta in un solo modo nella somma di funzioni sinusoidali semplici di frequenza multipla di υ, le cui ampiezze sono univocamente determinate
Quindi ogni funzione suono complesso che abbia frequenza u può essere considerato la somma di tanti suoni sinusoidali con frequenza multipla di υ, ed ampiezza univocamente determinata. Denominiamo tali suoni sinusoidali armoniche del suono complesso, per cui possiamo dire che tutti i suoni complessi della medesima frequenza differiscono fra loro unicamente per l’ampiezza delle armoniche.


Ogni Suono contiene l’impronta della sequenza degli armonici, un codice paragonabile alla doppia elica del DNA o alla sequenza dei colori dell’arcobaleno.
Di seguito è riportata una tabella con un primi 16 armonici creati partendo dalla nota fondamentale Do (v=256 hz):


Questi sono gli armonici prodotti delle prime quattro ottave, generati dal primo Do, definito “fondamentale” e che è stato suonato da uno strumento. Tuttavia non sono tutti gli ipertoni prodotti, in teoria la serie di armonici è infinita, con ogni multiplo geometrico della fondamentale che diventa più veloce e più alto. In India la scala che nasce dalle serie armoniche delle prime quattro ottave è conosciuta come “Raga Saraswati”, dove Saraswati è il nome della Dea indiana della musica e della scienza. Naturalmente non tutti gli armonici sono udibili dall’uomo, come abbiamo visto l’intervallo percepibile dall’orecchio umano varia tra i 16 hz e i 20.000 hz anche se poi le cose possono cambiare in funzione di tanti parametri fisiologici. Ad ogni modo senza una buona consapevolezza nell’ascolto non è semplice distinguere gli armonici costituenti un suono.

di Angelo Galietta
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 05/02/2012 @ 12:48:06, in Nada Yoga, linkato 1263 volte)


La fondamentale, o suono base, è la nostra memoria, il nostro centro, la stabilità. Ogni armonica rappresenta una qualità psicofisica. La difficoltà iniziale consiste nel raggiungere la coscienza armonica, cioè nell'imparare a riconoscere gli armonici, tanto interconnessi nel suono da essere difficilmente distinguibili.
La coscienza armonica consente di risvegliare le potenzialità presenti in noi. E' il cosiddetto terzo orecchio. Il cantante di armonici ha appunto il compito di sensibilizzare l'ascoltatore. Il risveglio comincia dai suoni vocalici. Molti testi esoterici - egizi ed ebraici, arabi e sanscriti, greci e latini, cinesi e giapponesi - fanno riferimento al canto di particolari serie di suoni vocalici. Al di là del profondo significato religioso, parole come Om ed Amen, Alleluia ed Allah, Elohim ed Eleison sono ricche di suoni vocalici, quindi ricche di armonici, e dunque con un grande effetto psicofisico oltre che spirituale.
Nello “Yoga Sutra", Patanjali scrive che ogni qualvolta c'è una manifestazione della coscienza, c'è una particolare vibrazione; esiste cioè corrispondenza tra il tipo di vibrazione e lo stato di coscienza in cui si trova una persona.