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Il Misticismo del Suono - parte 1
Di Admin (del 03/02/2012 @ 23:27:37, in Nada Yoga, linkato 1661 volte)


Una delle caratteristiche che rendono unico l’uomo rispetto agli altri animali è il linguaggio.
In effetti se analizziamo la fisiologia degli organi utilizzati nel linguaggio, si evidenzia che essi non sono funzionali né alla masticazione (per via della riduzione della mascella) ne’  alla respirazione (dato l’angolo retto che si crea tra il cavo orale e la faringe, che aumenta la resistenza al flusso d’aria), né alla deglutizione, né all’olfatto.
La funzione per i quali essi sembrano ottimali è la produzione del linguaggio.
In realtà la conformazione ottimale degli organi del linguaggio si forma a partire dai due anni di età, prima vi è grande difficoltà temporanea per il bambino (e definitiva per il primate) ad emettere le tre vocali  i – a – u   da molti considerato il “triangolo vocalico universale” presente in tutte le lingue umane.

I principali organismi interessati nella produzione del linguaggio sono:
-    Polmoni
-    Laringe
-    Bocca
-    Cavità nasali

Quando l’uomo parla utilizza l’aria espirata e le dà forma attraverso la voce e l’articolazione. Ne risultano delle forme particolari. Non visibili ma udibili, forme aree sonore. Queste forme tendono sempre ad assumere la stessa figura disperdendosi poi nell’aria circostante.

Osserviamo ora i polmoni.


I polmoni sono gli organi preposti allo scambio gassoso nel nostro corpo e a tale scopo si muovono in modo ritmico. Il ritmo è una componente fondamentale nella strutturazione del suono. In realtà ciò che è contenuto nel tronco soprattutto nella parte superiore, sottostà ad un ritmo, non solo nella funzione degli atti respiratori e battiti cardiaci, ma anche nella struttura:
le vertebre poggiano una sull’altra, le costole, anche il sistema bronchiale è strutturato ritmicamente.
Ma in realtà il ritmo è in ogni cosa. Un detto Sanscrito recita: “Il tono è la Madre della natura, ma il ritmo ne è il Padre.”
  
Il ritmo può essere visto come la legge del movimento, il ritmo è l’espressione stessa della vita.
Se riflettiamo l’intero organismo umano lavora ritmicamente, il respiro, il cuore, la fame, la sete….ed il rompersi di questo ritmo è chiamato malattia. Non a caso i medici durante una visita ascoltano innanzitutto il ritmo del polso insieme al movimento del torace, ecc….
Vi è una superstizione tra gli Indiani, quando qualcuno sbadiglia  uno dei presenti deve schioccare le dita o battere le mani, poiché lo sbadiglio è un’interruzione del ritmo e lo schioccare delle dita serve per riportarlo alla sua normale frequenza. Un altro esempio lo troviamo nei giovani che imparano il Corano a memoria, che muovono il capo avanti e dietro, non in segno di riverenza ma per regolare il loro ritmo cardiocircolatorio in modo da rendere la mente recettiva.
Cosi quando parliamo, la corrente espiratoria non fluisce in modo lineare, come nella respirazione abituale, ma in onde aeree che fuoriescono dalla bocca e strutturano il discorso ritmicamente. In particolare quando vengono articolate le consonanti, vengono creati degli ostacoli al flusso aereo che modificano la forma dell’aria.
Alcuni studiosi affermano che gli attuali polmoni sono il risultato della trasformazione di organi che possiamo ancora trovare nei pesci (una sorta di branchie) le vesciche natatorie che tra l’altro sono funzionali anche al movimento all’interno dell’acqua. Nella Genesi è scritto: “Il Signore Iddio soffiò il suo alito vitale nelle narici dell’uomo. E l’uomo diventò un’anima vivente”. Questo passo descrive il momento dello sviluppo dell’uomo in cui questo passa dalla respirazione branchiale a quella polmonare, e come sosteneva Steiner: con la capacità di respirare l’uomo accolse un’anima interiore….di fatto l’aria è un elemento animico e quella che respiriamo può essere vista come l’abito fisico di un’anima superiore.
Con l’inspirazione ascoltiamo il cosmo, facendo fluire nel corpo gli influssi spirituali dell’aria che danno forma al corpo. Noi non riusciamo ad udire questa lingua ma gli organi interni si.
Quando parliamo siamo noi che comunichiamo al cosmo creando delle forme con l’aria espirata.
Continua....

di Angelo Galietta