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Il Suono e la Materia - AreaOlistica Blog


Di Admin (del 02/04/2013 @ 23:50:30, in Nada Yoga, linkato 5285 volte)

La materia  non è che un concentrato di vibrazioni tenuto in equilibrio da interazioni che agiscono sotto forma di atomi o di molecole: ogni atomo o molecola altro non è che la rappresentazione fisica di un fenomeno vibratorio, quindi sonico, più o meno complesso.Ciò che differenzia la luce dal suono è solo la velocità di propagazione - 300.000 km/sec e 340 m/sec - rispetto allo stesso ambiente.
Pietro Ubaldi, uno scienziato poi diventato mistico,  affermava: “C'è un punto critico in cui l'energia diventa massa”. “Materia è energia, energia è materia”, afferma la scienza mistica di Albert Einstein. L'antica dottrina del Logos che crea mediante la Parola, afferma che la parola è vibrazione, e la vibrazione è ritmo, ritmo di crescita e di vita, che afferra la materia e la aggrega in un vortice a spirale.
Quindi si ha che moto uguale vibrazione, vibrazione uguale suono. Se nel nostro universo, dunque, tutto si muove, ne consegue che tutto vibra. E se tutto vibra, l’universo ha un suo suono che consegue dalla somma dei suoni dei corpi celesti. La fisica, perciò, concorda con le interpretazioni filosofiche religiose che affermano il suono come principio primo. Basti pensare all’induismo e al suono della Om oppure a “in principio era il verbo” della nostra cultura religiosa.
I più autorevoli movimenti filosofici indiani affermano che l’uomo (microcosmo) è della stessa sostanza di Dio (macrocosmo), per conseguenza, si possono studiare le componenti e reazioni umane per comprendere quelle universali. Ovvero il Tutto è costituito della stessa sostanza, della stessa energia, tutto è vibrazione con frequenze diverse.

La Risonanza
Ogni cosa è in uno stato di vibrazione, un tavolo, una roccia, un animale. Anche il suono può quindi essere compreso come vibrazione. La risonanza è il fenomeno per cui un corpo capace di oscillare entra in vibrazione quando è in presenza di un altro che vibra. Abbiamo visto che un corpo elastico può essere posto in vibrazione, e che per effetto di ciò si genera un suono. L’ampiezza di questo suono dipende in gran parte da come si è innescata la vibrazione, la frequenza invece sembra essere indipendente da questo, dipende infatti unicamente dal corpo che oscilla, e precisamente da 3 parametri:
-    le dimensioni fisiche: quanto maggiori sono, più bassa sarà la frequenza.
-    la densità molecolare: quanto maggiore è, più bassa sarà la frequenza.
-    la tensione meccanica a cui è sottoposto: quanto maggiore è, più alta sarà la frequenza.
 
Possiamo quindi dire che un corpo di un certo materiale (quindi di una certa densità molecolare), di dimensioni stabilite, e sottoposto ad una tensione meccanica data, può vibrare solo ad una ben precisa frequenza. Questa prende il nome di frequenza di risonanza. Un corpo dotato di una certa frequenza di risonanza, entra in vibrazione spontaneamente se viene investito da un suono avente la stessa frequenza.
Ogni cosa ha la sua frequenza di risonanza, percepibile o meno dall’udito. Dall’orbita dei pianeti intorno al sole al movimento degli elettroni intorno al nucleo, ogni cosa vibra.

In linea con questo concetto di suono, inoltre, è importante capire che ogni organo, osso o tessuto del nostro corpo ha una propria distinta frequenza di risonanza. Insieme compongono una frequenza, un armonico che è il nostro distinto ritmo vibratorio personale. Attraverso la risonanza è possibile che le vibrazioni di un corpo vibrante raggiungano un altro copro, mettendolo in movimento. Questo fenomeno può essere facilmente osservato quando un cantante manda in frantumi un bicchiere usando solo la voce.  Quello che accade è che la voce del cantante riesce a combaciare con la frequenza di risonanza del bicchiere e lo fa vibrare. A questo punto, aumentando l’energia sonora e amplificando maggiormente le vibrazioni del bicchiere, lo si infrange. Altri esempi di risonanza si trovano anche nei testi biblici, quando Joshua e i suoi uomini fanno crollare le mura di Gerico grazie ad un “grande urlo”.

Proprio come è possibile porre un oggetto nel suo moto naturale grazie alla risonanza, così è possibile restaurare la naturale frequenza di vibrazione di un oggetto che potrebbe essere fuori tonalità armonica. Quando un organo o un’altra pare del corpo vibrano fuori tempo, noi usiamo il termine malattia. E’ possibile quindi attraverso l’uso di un suono creato dall’esterno e proiettato nella zona malata, reintrodurre il giusto modello armonico della parte colpita e ottenere un effetto curativo.

Angelo Galietta
angelo@areaolistica.it

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